sticker

Cum opis – Il valore della copia

A CURA DI

Maria Spadone Battistoni

WORKSHOP

UNORIGINALS STRATEGIES (ROMA)

Workshop a cura di Maria Spadone Battistoni, studia inizialmente Fashion Design allo IUAV di Venezia, questo percorso, nonostante non sia la sua vera vocazione, le permette di comprendere il valore della copia come strumento creativo e utile allo studio. Approfondisce questo argomento con un master in Critical Fashion Practices presso ArtEz University of Arts di Arnhem, in Olanda. Ora ricercatrice, il suo scopo è quello di portare la copia all’interno delle scuole e i corsi di moda come strumento metodologico di insegnamento.  

 

Il lavoro svolto all’interno di NABA è stato quindi quello di far sperimentare agli studenti dei processi creativi seguendo un approccio misto tra teoria e pratica. 

Le esercitazioni, nel particolare, comprendevano la copia di oggetti e accessori come delle borse di lusso, ma utilizzando materiali di riciclo o scarto facilmente reperibili come la carta o la plastica. Tutto ciò non aveva l’obbiettivo di svalutare il lavoro originale ma di creare uno spazio in cui la copia potesse essere ricontestualizzata e presa con responsabilità e legittimazione, invece che come uno strumento da evitare. 

La parola “copia” deriva dal latino “copia”, che significa “abbondanza”. Il termine è composto da “cum”, che significa “con”, e “opis”, che significa “facoltà, mezzi”.   

Letteralmente creare una copia vuol dire creare abbondanza con facoltà e mezzi. 

Con questi propositi Battistoni e i partecipanti del workshop hanno creato uno spazio unito e coeso per praticare la copia e l’appropriazione all’interno del processo di progettazione di moda in modo da far uscire la propria originalità. 

Il successo ricavatone dall’esperienza si traduce nella piacevole sorpresa della Docente nel trovare i partecipanti completamente a loro agio con l’idea della copia. Essendo già normalmente spronati a queste tecniche durante le lezioni dei loro corsi, è stato possibile creare un ambiente rilassato ed evitare un rapporto troppo gerarchico favorendo lo scambio reciproco di idee. 

Giulia Falcioni