Intervista a Damiano Condorelli

Un suo autoritratto in poche parole?

Mi vedo come una persona piuttosto diretta, mi piace essere organizzato. Sono un po’ testardo – anche quando si tratta del mio lavoro – e mi definirei addirittura perfezionista: cerco di essere molto preciso e rigoroso in tutto quello che faccio.

Quali sono gli strumenti che usi nel tuo lavoro e come sono cambiati negli ultimi anni?

Per quanto riguarda la didattica, ed in generale l’apprendimento, oggi rispetto a ieri ci sono molte più risorse, anche gratuite e reperibili online; sono utili sia per la ricerca di varie ispirazioni, sia per migliorare l’apprendimento pratico. Si tratta di risorse che esistono già da qualche anno, ma che adesso si stanno espandendo e migliorano sempre di più. Mi riferisco ad esempio a MOC (Massive Online Opencourse); anche il TED può essere molto utile da consultare per trovare ispirazione e stimoli creativi. Buona parte della formazione avviene però con la strumentazione tradizionale: io credo molto nel valore dei libri, dei manuali e dei corsi tradizionali.

Quale sarà il suo metodo di lavoro in questa sede?

Ho preparato degli obiettivi che mi propongo di raggiungere con questa classe. Il primo è riuscire a motivare i ragazzi e spiegare loro alcune nozioni base della user experience che mi sembrano particolarmente utili e interessanti. Il secondo obiettivo è sicuramente far divertire il più possibile i ragazzi, perché mi piacerebbe che sperimentassero le tecniche apprese durante il percorso, e soprattutto perché la memoria è collegata all’emozione. Reputo quindi molto importante cercare di creare un bel contatto con questi studenti e farli appassionare sempre di più a questo argomento. Spero infine di lasciar loro una sorta di scintilla: una motivazione forte che possano portare con sé, qualsiasi strada vogliano percorrere.

Giulia Russo e Gabriele Omarini