Intervista a Marianna Pasina & Corinna Canali

Può farci un suo autoritratto a parole?

M.P.: Sono Marianna e ho 27 anni, ho studiato Design a Bolzano, dove mi sono laureata con un progetto di scrittura creativa ed ora lavoro in uno studio che in cui produciamo principalmente video. La narrazione e l’illustrazione sono le mie grandi passioni. Nella vita credo che sia molto importante essere aperti con le persone per cercare di creare un rapporto amichevole sia in ambito lavorativo che personale. In questo modo posso costruire contatti che perdurano nel tempo e mi arricchiscono interiormente.

C.C.: Sono Corinna, e dopo un master in Olanda di due anni in comunicazione visiva e ricerca, lavoro come editor di testi scritti. Odio il contatto umano! Sono la parte meno simpatica del nostro duo. Mi interessa l’attualità e in particolar modo il modo in cui viene affrontata nei social media, per questo sto facendo una ricerca sulla moderazione dei contenuti al loro interno.

Avete trovato differenze fra gli strumenti di oggi e quelli passati?

M.P.: Essendo molto giovani siamo cresciute nel mondo tecnologico: non ci siamo mai interfacciate con tecnologie passate. Ragion per cui non credo di poter dare un giudizio in questo senso!


C.C.: Per me, più che con gli strumenti è cambiato il rapporto con la tecnologia stessa. Nel momento in cui “approfondisci la conoscenza”, in cui capisci che cos’è, da dove viene, come viene fatta e perché, cambia anche come ti approcci ad essa. Ormai siamo talmente immersi in questo nuovo mondo che difficilmente ce ne possiamo distaccare. Le principali differenze che percepisco non sono anagrafiche, rispetto al passato, ma geografiche, fra le varie culture: all’estero le persone sono molto più orientate al futuro, anche se inafferrabile, mentre in Italia siamo legati a un passato indissolubile che ci lega profondamente alla nostra storia.

Quanto bisogna mettere di sé stessi in un character per far sì che il lettore si immedesimi?

M.P.: Spesso si ha la tendenza a riprendere nelle proprie narrazioni il vissuto che ci caratterizza, la nostra identità. In particolar modo si riversa nei contenuti che lo caratterizzano i propri valori, i sogni, i desideri e le frustrazioni. In altri casi si può incorrere nel rischio dei cliché: questo accade soprattutto a livello amatoriale, quando ancora non si è del tutto sicuri della propria storia. Le nostre esperienze possono però venirci in soccorso nei dialoghi, la parte più difficile da scrivere in una storia. Siamo circondati dalla comunicazione, in particolar modo verbale, alla base della nostra vita c’è la condivisione e possiamo farne tesoro.

Alice Bertoli e Samuele Piacenza