Venni scaraventato nel mondo del 3D glitch, quando Lei si fece avanti per spiegarmi cosa avesse fatto insieme alla classe nel workshop intitolato “La città in 3D”. Lei, come me, era una studentessa NABA e mi spiegò che il docente del laboratorio, Marco Cristini, aveva proposto a tutti di portare le foto della propria città natale, con tanto di file digitalizzato. Cristini, scenografo d’esperienza, aveva illustrato agli studenti come prendere i file e poi trasformarli, rendendoli “fintamente 3D” grazie ai tipici occhialini dalle lenti
rosso-blu. E nonostante tra gli studenti qualcuno avesse pedissequamente scelto le foto della città, altri non si erano accontentati e vollero esagerare: stessa operazione per cibo e vestiti! Lei mi diede ancora qualche dritta: mi raccontò di come si poteva utilizzare questa grafica sia per il materiale informativo (ad esempio la celebre collana di libri Esplorando il corpo umano, oppure Dinosauri 3D), sia per proporre nuovi modi di intendere l’infografica. Insomma, con poco gli studenti avevano appreso come trasformare immagini
statiche e bidimensionali in apparenti oggetti tridimensionalei! Ma non solo. La ragazza mi spiegò come sovrapporre più volte l’immagine di base consentisse una resa più veritiera dell’effetto 3D; scomponendole, modificandole ed editandole singolarmente si poteva invece ottenere effetti psichedelici! Dopo due giorni di lezione il docente chiuse dietro di se la porta del workshop, circondato dai ragazzi che gli facevano domande sulla sua carriera. Sembrava fossero stati due giorni pieni di sorprese e di meraviglie. Di Lei, purtroppo, non seppi più nulla…
Daniele Pruneri e Amedeo Caramazza