Gli studenti sono stati invitati a dare vita a ciò che è rimasto incompiuto; opere che la gente considera solitamente inutili, se non peggio.
Guidati da Matteo Erenbourg, i partecipanti si sono ispirati a quelle opere per ideare qualcosa di fresco e affascinante. Tra i progetti più interessanti, la creazione di vari oggetti di arredamento che rievocano strutture deteriorate dal tempo e dall’abbandono.
Oggetti ideati con materiali ricavati nelle diverse strutture ‘scartate’ dalla società. Le modalità espressive dei singoli partecipanti spaziano dall’arte concettuale alla produzione di poster cinematografici.
Come intuibile dalla varietà delle scelte, lo scopo del workshop non era la realizzazione di prodotti specifici: l’obiettivo era piuttosto la creazione di un nuovo punto di vista.
Un processo che non solo valorizza quelle strutture incomplete, ma valorizza anche noi stessi e ci fa crescere come essere umani.

Lorenzo Baio e Silvia Brigoli