“Realizzare una lampada è stato il punto di partenza per creare qualcosa di nuovo”. Ce lo raccontano Cristina e Ottavia, studentessa Naba, mentre spiegano il loro personalissimo esito del laboratorio Discovering Upcycle. E se una lampada non vi sembra un prodotto particolarmente originale, la cosa interessante è che si tratta in realtà di un assemblato di materiali di scarto, la cui funzionalità è stata recuperata. Sono partite da un paralume che avevano in casa, per poi utilizzare come asta un metro pieghevole in legno, così da poter regolare a piacimento l’altezza della lampada. Non sapendo come connettere il legno con la base, Ottavia e Cristina hanno trovato l’escamotage di usare un tappo di sughero di uno spumante, incollando poi il tutto su una base di plastica, decorata con un tappetino da doccia! Smontando oggetti di vario genere destinati all’oblio o al cassonetto, anche tutti gli altri partecipanti al workshop sono riusciti a realizzare i propri progetti che integrano pezzi diversi in un solo prodotto, con finalità di utilizzo distanti dagli elementi d’origine. Spesso si pensa che le cose rotte, vecchie, quelle che in casa non ci servono più, siano da gettare via, e invece in questa due giorni di laboratorio, eccole tornate, ricondizionate, a nuova vita. Molte possibili realizzazioni e molti oggetti tra cui poter scegliere: tessuti, bulloni, fili di ferro, e chi più ne ha, più ne metta!

Giulia Russo e Gabriele Omarini