Degli studenti camminano lungo un rettilineo all’interno dell’accademia. Niente di strano, a prima vista. Eppure basta parlare con alcuni di loro, per scoprire che quella che sembrava solo una passeggiata era il tentativo outdoor di percepire sensazioni e stimoli diversi provenienti dall’ambiente circostante . E Infatti, subito dopo aver creato delle file, eccoli ad uno ad uno che cercano di rifare lo stesso percorso ma ad occhi chiusi e facendo toccare con il tallone di un piede la punta dell’altro. Così facendo appare evidente, anche dall’esterno, che molti di loro camminano storti, senza riuscire a mantenere l’equilibrio del loro corpo e, spesso, erano costretti ad interrompersi durante l’esperimento. Un atto performativo essenziale ma utilissimo a comprendere che il nostro corpo parla una lingua propria, influenzata dagli stimoli esterni. Obiettivo riuscire a trasformarli, interiorizzarli, piegarli “a proprio favore”:  la dinamica della relazione tra corpo e contesto in pochi, semplicissimi, passi!

Giulia Russo e Gabriele Omarini