Linee che si intersecano creando forme, tutte collegate da un flusso continuo: rappresentano persone che si incontrano e poi si separano, eventi accaduti e storie dimenticate. I colori si fondono, il giallo con il nero, generano sfumature quasi impercettibili, e in questo modo danno vita a un vero e proprio manifesto di identità. È il complesso dei tratti a guidare verso una rappresentazione visiva che, nel suo groviglio, custodisce una storia personale. Quella di Annalisa Nicodeus, una delle partecipanti al workshop, in cui gli studenti hanno cercato di immergersi fra le oscure acque della propria personalità, per scoprirla e farla propria.

Per esprimere ciò che scorgevano, i partecipanti potevano utilizzare un foglio A4 reinterpretandolo attraverso l’utilizzo di illustrazioni, stoffe, profumi e foto, posizionando il materiale in modo che li rappresentasse. Gli autoritratti prendono vita sui folgli bianchi che, come specchi, mostrano come il percorso alla ricerca di sé stessi sia inframmezzato di barriere che non sempre abbiamo la forza di abbattere.

Alice Bertoli e Samuele Piacenza