Intervista a Michela Gazziero

Un suo autoritratto a parole?

Non sono mai diventata grande: dentro sono sempre rimasta una bambina e mi comporto come tale. Ho necessità di divertirmi, non ricercando particolari luoghi o eventi, ma in ciò che faccio quotidianamente, dal fare una passeggiata o al lavoro. Insomma mi piace sempre trovare un senso ironico nella parte più rigida e più seria della vita.

Cos’è cambiato negli ultimi anni negli strumenti che usi per il tuo lavoro?

Il mio è un lavoro piuttosto particolare: realizzo fiori giganti fatti di carta e la carta non ha subito cambiamenti da quando ho iniziato nel 2001. Ciò che è cambiato però è la possibilità di aggiungere la luce nelle mie opere, luce che non potevo inserire con la lampadina ad incandescenza: volevo dormire sonni tranquilli, senza che mi prendesse fuoco la casa! Oggi uso le strisce led non modificabili, in questo modo la carta non si surriscalda e finalmente il mio fiore ha preso luce: un’evoluzione che mi rende felice!

Quanto sono importanti i dettagli nel suo lavoro?

Moltissimo perché l’oggetto in sé potrebbe essere realizzato facilmente, ma il dettaglio della parte centrale del fiore naturale o quello di una piega che riprende la caratteristica del fiore nella sua versione naturale è ciò che gli dà l’anima. Senza il dettaglio il fiore rimarrebbe una decorazione quasi industriale, così, invece assume un suo spirito, una sua identità.

Alice Bertoli e Samuele Piacenza