Intervista a Alessandro Stabile

Un suo autoritratto in poche parole?

Gestisco uno studio di Industrial Design, e in passato ho collaborato con aziende come Moleskine e Alessi, lavorando su diversi tipi di prodotti: da borse e valigie, fino a sedie e altri prodotti di arredamento. Ad esempio, per questo workshop stiamo realizzando una collezione di borse per Riva Yacht, la storica azienda italiana produttrice di motoscafi che già da qualche tempo ha ampliato la sua offerta con prodotti di uso comune come cover, lampade e capi di abbigliamento.

Quali sono gli strumenti che utilizzi oggi per il tuo lavoro? Cosa è cambiato rispetto al passato? 

Il cambiamento è continuo, mai come in questi anni viviamo in una sorta di rivoluzione costante. Posso ritenere di far parte della prima generazione digitale: in università circa dodici anni fa già progettavamo modelli con i computer. È stato un enorme passo avanti rispetto alla generazione precedente. Nonostante non abbia affrontato un salto così grande, mi confronto quotidianamente con le evoluzioni nel mio campo: dai rendering, alla modulazione parametrica, per citarne alcuni.

Come e perché un brand sceglie di espandersi, in settori apparentemente lontani da quello di partenza?

Riva avrà sempre come core business la produzione di yacht e motoscafi, ma come loro stessi hanno affermato questa iniziativa li aiuterà a raggiungere un numero di clienti e sostenitori ben più ampio, dato che non tutti possono permettersi di acquistare una barca.

Un acquirente che sposa i valori del brand potrà quindi sostenere il marchio acquistando una cover o una borsa, oggetti sicuramente più accessibili. Non è tuttavia solo un’operazione di stile, bisogna cercare di mettere in ogni prodotto gli stessi valori che hanno fatto risaltare il brand nel suo settore.

Lorenzo Baio e Silvia Brigoli