Intervista a Valentina Campari

Un suo autoritratto in poche parole?
Mi definirei una persona piuttosto curiosa. Mi piace scoprire cose nuove sul mondo che mi circonda, e guardarlo sempre con occhi da bambina. È proprio questo che mi spinge a viaggiare cercando sempre l’originalità. Sono dinamica e amo fare esperienze, come insegnare ciò che mi appassiona. Sono venuta dal Portogallo per tenere questo workshop, e devo dire che NABA mi sembra un’accademia che offre davvero occasioni per apprendere e creare.

Quali sono gli strumenti che usi nel tuo lavoro e come sono cambiati negli ultimi anni? 

Le macchine da maglieria che troviamo qui in NABA sono macchine rettilinee domestiche che ci permettono di fare diversi tipi di lavorazione; sono delle macchine che considererei ibride e quindi versatili, a differenza di quelle rettilinee industriali manuali. Quelle che abbiamo a disposizione qui sono di facile utilizzo: si tratta delle classiche macchine da maglieria, molto comuni, che possono essere usate praticamente da chiunque. La tecnologia della maglieria si è molto evoluta negli ultimi anni; due grandi aziende spiccano nel mercato, un’industria giapponese e una tedesca, ed entrambe producono macchine elettroniche, capaci di compiere lavorazioni molto elaborate. Serve comunque un tecnico che programma, carica i filati, e che controlla la fluidità dello spostamento. Questa è stata un’evoluzione piuttosto grossa.

A chi è rivolto in particolare il tuo workshop?

Diciamo che questo workshop è prettamente tecnico, utile ad apprendere la terminologia base del lavoro a macchina che è necessaria ai ragazzi di Fashion design. È importante che gli studenti imparino varie nozioni su come iniziare il lavoro che svilupperanno qui in NABA, per mettere a punto progetti che esistono solo in modo astratto. Gli studenti che partecipano al workshop hanno modo di capire il funzionamento delle macchine da maglieria per non trovarsi spiazzati in futuro, quando potranno avvalersi di questi strumenti utilissimi, che rendono il lavoro molto più preciso e anche più veloce di un lavoro con i ferri. Il workshop può quindi dare agli studenti una marcia in più.

Giulia Russo