Intervista a Chiara Cola

Un suo autoritratto in poche parole?

Un mio autoritratto? Verrebbe mosso.  Il mio è un percorso non convenzionale in continua evoluzione: ho una laurea e un master in media ma anche in antropologia e  sociologia culturale, eppure all’età di quattordici anni  avevo già iniziato la mia esperienza con l’arte visuale, come autodidatta. Dalle stampe sono passata ai video, poi ai tessuti fino ai costumi di scena! L’insegnamento ha completato il mio percorso in divenire, ma sono convinta che ci saranno cose nuove anche molto divertenti e imprevedibili nel mio futuro.

Quali sono gli strumenti che usi nel tuo lavoro e come sono cambiati negli ultimi anni?

Sostanzialmente l’obiettivo del workshop è la creazione di un universo digitale. In questa costruzione ci sono aspetti molto complessi, spesso prodotti da un “mix media”: alcune componenti sono completamente digitali, altre hanno una parte più artigianale e “manuale”, di fotografia e ritocco. Quindi gli strumenti sono in perenne evoluzione!

Quale sarà il metodo di lavoro?

Già il titolo del workshop, “From Scartch”, vorrebbe suggerire l’idea che gli studenti  possano avvicinarsi a qualcosa di completamente nuovo. Non ho quindi suggerito un tema specifico in modo che ognuno di loro cercasse e creasse il proprio concept. Le parole chiave del laboratorio sono: colore, emozione, storytelling e psicologia della scena e del personaggio. L’ idea di base è quella di “simulare” un lavoro di squadra, che mostri la realtà del mondo del lavoro: in un gruppo creativo si trovano infatti professionisti diversi che devono raggiungere una visione e una scelta comuni, pur venendo da percorsi personali e individuali diversissimi.

Alice Bertoli e Samuele Piacenza