LUCIANO CANOVA – Matter of Identity: Climate and Us.

Chi sono i tuoi maestri?

Mi definisco un economista atipico. La fonte di ispirazione per il mio lavoro sono figure fuori dagli schemi: come Daniel Kahneman che ha ricevuto il Premio Nobel per l’economia nel 2002, o Richard Thaler che ha messo a dialogo economia e psicologia. Vorrei aggiungere anche Platone tra i miei maestri: riscopro che molti dei problemi di ricerca e gli schemi mentali per risolverli vengono da lì.

Cosa consiglieresti a un giovane che si avvicina al mondo delle arti visive?

Il mio consiglio è di leggere e studiare. La lettura – anche se può sembrare una banalità – è ancora la tecnologia più giusta per rimanere ancorati alla realtà, porsi le domande opportune, incuriosirsi. L’importante è non perdersi, continuare a ritagliarsi il tempo per leggere e approfondire: è l’unica modalità per proseguire a studiare anche dopo aver terminato il proprio percorso, qualunque esso sia.

Cosa sentiremo nel seminario?

Ho suggerito una chiave di lettura particolare per raccontare l’identità, attraverso una metafora: il cambiamento climatico è anche il cambiamento degli esseri umani, definisce la nostra natura. Noi produciamo alterazioni sul clima, e allo stesso tempo le subiamo. Il clima è quell’ambiente che ci unisce e di cui tutti facciamo parte ma che allo stesso tempo, per un paradosso, ci sta dividendo.

Cos’è per te l’identità?

Sono ancora alla ricerca di una definizione di identità. Ma la parola che associo a questo concetto è narrazione. Riconoscersi parte di una comunità significa, a mio avviso, riconoscersi parte di una storia. Il clima sarà la nostra narrazione, e sarà in grado di aprirci delle interessanti prospettive.

Ivana Napoli

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